Franco di Mauro Editore - Collana in Folio       PAGINA 1 di 4


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Napoli antica


Riproduzione integrale dell'opera di Raffaele D'Ambra, Napoli 1889.

Nel 1989 la stampa ha ignorato il centenario di Napoli antica. Nessun dietrologo si è ricoradato di questa notevole opera editoriale che si ricollega al risanamento di Napoli. Tutti presi, giornalisti, politici ed urbanisti, a discutere sul futuro di Napoli. Ecco perchè ne scrivo io, di Raffaele D'Ambra, nel centenario della sua morte (1892), come socio dell'Accademia Pontaniana e per aderire all'invito dell'amico Franco Di Mauro. Non si tratta della riscoperta o di un rilancio di Napoli antica ma di una ristampa in memoria di Raffaele D'Ambra nel centenario della sua morte. Un libro capace di suscitare nei napoletani tante evocazioni mano a mano che, sfogliando le pagine, l'occhio si posa su monumenti, ambienti e itinerari perduti.
Franco Strazzullo

Costumi della festa


Ristampa fedelissima dell'edizione del 1854.

Quando a Trento, nell'aprile 1992, nel corso del convegno Ottocento questo conosciuto, organizzato dalla Editrice Bibliografica e dalla Provincia Autonoma di Trento, ebbi l'opportunità, alla fine della mia relazione, di proiettare su uno schermo gigante le diapositive a colori delle straordinarie immagini dei Costumi della festa data da S. Maestà il dì 20 feb. 1854, (impresso a Parigi dalla litografia Bertauts e curato da Luigi Marta), sperimentai la rara sensazione di trovarmi di fronte ad un pubblico stupito e ammirato al tempo stesso. Concepii in quell'istante il pensiero che simili capolavori non potevano rimanere privilegio di pochi, ma dovevano diventare nuovi terreni di ricerca, evidenziando il fluire del tempo attraverso l'evolversi delle immagini, il mutamento delle tecniche, la formazione della moderna visività. L'editore Franco Di Mauro ha dato concreta realizzazione a quella mia speranza ed io gli porto gratitudine per aver voluto estendere ai più la conoscenza di un'opera di grande bellezza, specchio di un'epoca e dei suoi fasti. Ho voluto ripercorrere l'itinerario avvincente della storia dell'illustrazione italiana (soprattutto napoletana) ottocentesca, con particolare attenzione ai generi, alle tecniche, agli artisti, alla cultura della visione che viene elaborandosi nel territorio. Tanto solo per suggerire (ce ne fosse bisogno) che anche opere come questa per essere capite, ben al di là dell'immediata percezione della loro bellezza, necessitano di rigorosi strumenti interpretativi e di unificanti criteri di analisi... Giuseppina Zappella

Vesuvio


Un sonno che dura da mezzo secolo. Da quando, nel marzo del 1944, il vulcano con il suo pino di fumo alto tremila metri, con le sue imponenti colate di lava, si congedò da Napoli, quasi a significare che cessata la guerra, anche lui avrebbe dismesso le potenti bombarde e gli obici tonanti postati nel cratere. A celebrare questi cinquant'anni di riposo (o di tregua), e insieme a restituire alla montagna di fuoco tutto il sublime e il pittoresco della sua bimillenaria vicenda - se si vuole cominciare dal sacrificio di Plinio-, abbiamo voluto un'opera nella quale convenisse una molteplicità di saperi - scientifico-storici, artistico-letterari - coordinati a dare al Vesuvio la sequenza dei suoi eventi più propriamente vulcanici, l'immagine e le suggestioni che esso comunica e suscita nei diversi momenti della sua vicenda, la relazione con i fatti storici che lo hanno visto testimone nel corso dei secoli. Il rapporto con Napoli, il profondo e oscuro legame tra sangue e magma esaltato dalla poesia barocca, e la domanda - un po' oziosa, ma non per questo meno intrigante - se sia stata la città a dare più alta nomea al suo vulcano, o questo invece a trasmettere a Partenope gran parte del suo affabulante immaginario.