La Bibbia di Federico da Montefeltro

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Un monumento alla grandezza di un Principe

La Bibbia di Federico da Montefeltro, sommo monumento dell'arte della miniatura, si pone come l'opera libraria in cui la cultura figurativa del Quattrocento italiano ed europeo giunge al suo culmine.

Un'opera colossale

Realizzata quando la stampa a caratteri mobili è ormai in via di piena affermazione, questa Bibbia si distacca dalla consueta tipologia del codice miniato sia per le imponenti dimensioni per il numero delle carte, trentacinque delle quali illustrate con miniature che si presentano come vere e proprie opere di pittura.

I geni della miniatura

La Bibbia, destinata a essere il più bel codice della biblioteca di Federico da Montefeltro, fu scritta da Ugo Comminelli da Mézières e decorata a Firenze nel breve arco di due anni (1477 1478) da Francesco di Antonio del Chierico, miniatore allora all'apice della fama, magnanimamente "prestato" al Duca urbinate dallo stesso Lorenzo de' Medici. Accanto a Francesco figurano altri illustri nomi della storia della miniatura come Attavante degli Attavanti, Francesco Rosselli e con ogni probabilità Davide Ghirlandaio, fratello del più noto Domenico.

Echi del Rinascimento

Attraverso la mano di questi artisti, filtra e confluisce nelle miniature della Bibbia il ricchissimo patrimonio figurativo del Quattrocento fiorentino, e non è difficile, scorrendo le sue miniature, riconoscervi echi dei più grandi protagonisti del Rinascimento toscano.

Il commentario

L'opera è accompagnata da un volume di commento in due volumi a cura di Ambrogio M. Piazzoni, con contributi di Gino Benzoni, Luis Duval-Arnould, Giovanni Morello, Antonio Paolucci, Ambrogio M. Piazzoni, Jean-LouisTauran e altri.